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| Slow Food Foundation for Biodiversity |
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07/12/2006 |
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Presìdi e comunità del cibo nel Salone brasiliano
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Nei giorni 29-30 novembre e 1 dicembre 2006, a Brasilia, si è tenuto il primo Salone dei Territori Rurali, un evento che ha coinvolto 180 territori con oltre 800 delegati da ogni angolo del Brasile e che ha visto la forte partecipazione dello Slow Food locale - con tutti i convivium leader del paese - e della Fondazione Slow Food per la Biodiversità onlus, rappresentata da Piero Sardo (Presidente) e da Lia Poggio, coordinatrice delle Comunità dell'America Latina.
Quello dei Territori Rurali è un progetto che il MDA - il secondo ministero agricolo del paese, che si occupa in modo specifico dello sviluppo delle aree marginali e dell’agricoltura famigliare - porta avanti sin dai primi giorni del governo Lula con l’obbiettivo di rivitalizzare l’agricoltura di piccola scala e di riconsegnare la sovranità alimentare alle comunità che vivono e operano sui territori.
Animatore di questo progetto è Umberto Oliveira, sottosegretario con la delega all’agricoltura famigliare. Umberto è un grande amico di Slow Food e non nasconde il fatto di essersi ispirato al progetto dei Presìdi per caratterizzare alcune produzioni tipiche locali ed a Terra Madre, evento cui partecipò nel 2004, per organizzare il primo Salone Brasiliano.
Il Salone infatti aveva il preciso scopo di dare la parola ai delegati e di offrire uno spazio di confronto e di conoscenza agli agricoltori che provenivano da tutti gli stati del paese: così, dopo la solenne apertura plenaria del 29, le giornate del 30 e del 1 dicembre sono state completamente dedicate ad approfondimenti e workshop, che hanno visto una partecipazione dei delegati animatissima e appassionata. Il 30 novembre Piero Sardo ha tenuto una relazione sulle strategie di Slow Food nella grande aula della plenaria, gremita ed attenta, accompagnato da due sottosegretari, quello del MDA e quello del Ministero dell’Ambiente. Ministeri con i quali la Fondazione Slow Food firmerà a breve un accordo di collaborazione, unitamente ad un terzo ministero, quello dell’Integrazione Sociale. Accordo che andrà ad integrare quello già esistente con il Ministero dello Sviluppo Agricolo.
Dunque, sempre più, l’attività di Slow Food trova una grande attenzione presso le istituzioni brasiliane e certo, dopo l’evento di Brasilia, anche presso moltissime comunità del cibo.
All’associazione Slow Food brasiliana è stata anche affidata l’organizzazione della cena-evento del 30 sera, che ha visto all’opera dieci ristoranti di Brasilia, tra i quali il mitico Dom Francisco, uno dei migliori in assoluto del Brasile, che presentavano 20 preparazioni a base dei prodotti dei Presìdi brasiliani (6) e dell’Arca del gusto (11). Insalata di pesce Pirarucù, cuore di palma Jucara, sorbetti e succhi di umbù, fagioli canapù, riso rosso di Venezia con la noce barù erano alcune delle eccellenti proposte della serata cui hanno partecipato più di 1800 invitati ai quali è stato distribuito il libretto finanziato dalla Regione Veneto, partner della Fondazione per i progetti brasiliani, che racconta tutte le comunità del paese e tutti i prodotti coinvolti nel progetto Presìdi e Arca del Gusto, tradotto in portoghese per l’occasione.
Impeccabile animatrice della serata è stata Roberta Marins de Sà, collaboratrice della Fondazione in Brasile, presidente dell’Arca e punto di riferimento per Slow Food nel paese, che ha saputo gestire al meglio un evento tutt’altro che semplice.
Dunque tre giorni molto utili, propositivi, belli ed emozionanti. Un’emozione culminata con le parole finali di Umberto Oliveira, che ha spiegato come, grazie al progetto dell’agricoltura famigliare, le popolazioni del Brasile siano riuscite a sconfiggere quasi completamente la fame. Parole accompagnate da un interminabile applauso.
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